La storia

dal 1945 ad oggi

La situazione in città si era rapidamente normalizzata dopo qualche eccesso nei giorni della Liberazione con qualche fucilazione sommaria. Si è subito creato un clima costruttivo, sostenuto dalla volontà di tutti di ricostruire la vita sociale ed economica nella riconquistata libertà. Ed era passata rapidamente la grande paura per l'arrivo della Colonna Tedesca Stamm i cui componenti furono convinti alla resa verso il confine grazie all'intervento dei gruppi partigiani guidati da Luciano Vignati e dall'italo americano Tenente Icardi. Le condizioni economiche erano disastrose dopo il lungo periodo bellico e di occupazione tedesca. C'erano ancora grossi problemi per l'approvvigionamento dei generi alimentari necessari a garantire il normale mantenimento della popolazione e fu duro uscire dal periodo delle tessere annonarie e del razionamento. Ma a questi compiti operò con grande determinazione la prima giunta comunale presieduta dall'avvocato Camillo Tosi, che ebbe la collaborazione convinta di tutte le categorie. Personaggi da ricordare sono il sindaco di allora, il sopra citato Camillo Tosi ed il comandante partigiano Luciano Vignaga, il colonnello Gino Oggioni comandante di piazza e i componenti del CLN, i primi assessori, il dottor Mossolin, Facchini, Luigi Morelli e Enrico Tosi. In particolare il gruppo dei sacerdoti bustesi che sostennero la Resistenza, monsignor Giuseppe Galimberti nella cui casa si riuniva clandestinamente il CLN, Don Giuseppe Ravazzani, Don Ambrogio Gianotti i due fratelli Belloli, Don Antonio e Don Mario, Don Angelo Volontè. Non ci fu bisogno di interventi particolari per quanto riguarda la ricostituzione dell'Associazione.

Dopo la guerra

I commercianti partirono subito con le idee chiare. Costituirono il primo Consiglio di Amministrazione, con Stefano Chierichetti Presidente, e su indicazione del CLN appena un mese dopo la Liberazione mi offrirono all'unanimità la carica di Direttore, col compito preciso di ricostruire la libera associazione. In poco tempo tutto venne riportato alla normalità, con difficoltà, senza dubbio, ma con grande compostezza. Sino al Dicembre del ‘45 si lavorò esclusivamente a Busto Arsizio, con l’organizzazione delle assemblee di categoria, che procedettero alla nomina dei propri rappresentanti.

Dal '46

Dal primo gennaio del '46 iniziammo ad operare in Valle Olona. Mentre a Busto si era deciso di creare categorie per settore merceologico, ognuna coi suoi fiduciari, in Valle vennero nominati dei fiduciari comunali per mantenere i contatti con l'Associazione. Trascorremmo i primi tempi significativi di attività in coabitazione con la Camera del Lavoro, sopra il Credito Varesino In piazza San Giovanni. Una abitazione durata non più di tre o quattro mesi, ma che ci ha creato grossi disagi. Non eravamo graditi, evidentemente, ad un certo punto siamo stati sloggiati Allora ci rivolgemmo in Comune, al Senator Giovanni Rossini e grazie anche alla disponibilità di Stefanino Ferrario riuscimmo ad ottenere due locali nella sede dell’ONMI, in via Candiani. Qui rimanemmo fino al 1950 quando potemmo avere la prima vera sede presso la Villa Lissoni. E là restammo fino al 1956. Durante il ventennio le corporazioni dei commercianti bustesi facevano parte dell ‘Associazione Commercianti della Provincia di Varese . Dopo la Liberazione, nel capoluogo ci fu il tentativo di proporre la stessa cosa. Abbiamo voluto creare una libera associazione, medesimo disegno prese piede anche a Gallarate e Saronno. Così a Varese, in un primo momento venne creato un ufficio di collegamento delle tre associazioni. Alla fine dell’anno 1946, grazie anche all’intervento di parlamentari vincemmo la resistenza dei varesini che si sono resi conto della irreversibilità del nostro intento. Così non venne costituito a livello provinciale un’associazione di tipo verticistico, ma un organizzazione iniziale denominata "Unione delle Associazioni Commercianti della Provincia di Varese", in cui sarebbero stati trattati i problemi di carattere generale facendo salva l'autonomia delle singole associazioni. E fu, mi sembra giusto sottolinearlo, il primo sistema associativo non verticistico di categoria.

Le cooperative

Ci occupavamo di problemi strettamente commerciali con acquisti collettivi alla fonte, con l'appoggio anche degli amministratori comunali. Si costituirono così i gruppi per gli acquisti collettivi, cui seguì, nel '50, il gruppo che costituì la Cooperativa Macellai. Si andò avanti per diversi anni poi lentamente l'iniziativa scomparve. Era molto probabilmente un'idea precorritrice dei tempi, che faticava ad entrare nella mentalità dell'epoca. Poi è esplosa letteralmente negli anni successivi, soprattutto in campo alimentare, col sorgere di nuovi gruppi di vario genere. Sono però in seguito cambiate le condizioni sociali e del commercio con l'invasione dei supermercati, e la fortuna di questi supermercati, e la fortuna di questi gruppi cominciò a declinare. Sono durati molto nel tempo i gruppi di acquisto fra grossisti e dettaglianti alcuni si sono anche fusi con organizzazioni di altre zone: ma la situazione in rapida evoluzione. Inoltre, l'Associazione, svolgeva servizi di supporto alle aziende per gli adempimenti connessi alle attività economiche, sul piano fiscale, amministrativo e di applicazione delle normative che venivano emanate dal Parlamento democratico eletto dal Popolo, leggi che erano improntate ad una Economia di mercato. In tale contesto, tramite l'Associazione, i commercianti cercarono di gestire in proprio la mutualità sanitaria operando per ottenere dal legislatore il riconoscimento della Cassa Mutua ed in seguito la tutela per la gestione della previdenza.

Al passo con i tempi

L'associazione è sempre stata al passo coi tempi sul piano organizzativo. E oggi, chi si iscrive, con una modesta quota usufruisce di ogni tipo di assistenza, anche legale e fiscale, di informazione gratuita, assistenza mutualistica e previdenziale. Il numero degli impiegati aumentava, per cui si è reso necessario trovare nuove sedi progressivamente più ampie e funzionali. E questo per far fronte alle nuove esigenze di carattere organizzativo e sindacale, con il potenziamento dell'organico dalle iniziali quattro unità del 1945 fino alle 35 unità degli anni 90 un incremento giustificato dalle esigenze di assolvere l'impegno richiesto all'Associazione dall'elevato numero di aziende associate e per quelle che si avvalgono della Società Ascom Servizi Busto. E' stato soprattutto negli ultimi anni che si sono create le condizioni perché il numero dei dipendenti aumentasse, per i sempre nuovi e più complessi adempimenti amministrativi, legali e soprattutto fiscali. Si dette impulso anche a nuove attività. La dimensione dell'Associazione, fino a pochi anni fa, è stata in continua espansione come numero di soci ed anche come complessività dei servizi. Da qualche anno, mentre i servizi per gli associati continuano ad essere incrementati e migliorati, il numero degli iscritti è invece leggermente diminuito, per cessazioni "fisiologiche". Noi abbiamo un grosso tasso di iscrizione, siamo arrivati anche al 90 per cento degli esercenti il commercio. Oggi è qualcosa meno, ma gli esclusi sono veramente pochi.

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